La Topologia delle lacrime: il dolore e la gioia creano forme diverse
In questo particolare momento storico l’ombra e il caos sembrano stringere il mondo in una morsa, ma esiste una presenza silenziosa che lavora costantemente sulle nostre percezioni. Spesso crediamo che il pensiero sia soltanto un respiro astratto e confinato nella nostra mente. La scienza di confine e la nostra vibrante sensibilità ci insegnano invece che il pensiero è una vera forza fisica
È una frequenza capace di produrre torsioni visibili nella materia. Il pensiero deforma ciò che sentiamo e piega la realtà alterando in modo definitivo la geometria dell’acqua di cui siamo composti
E qui mi ricorda gli esperimenti di Masaru Emoto sull’acqua
LA TOPOLOGIA DELLE LACRIME
ci mostra questo miracolo nascosto. La fotografa e ricercatrice Rose Lynn Fisher ha intrapreso un viaggio straordinario raccogliendo moltissime lacrime umane facendole seccare e osservandole al microscopio elettronico
Intermezzo promozionale ... continua la lettura dopo il box:
Quello che ha scoperto va ben oltre la pura chimica fatta di acqua, proteine, minerali e ormoni Ha portato alla luce una vera e propria architettura quantistica
La topologia è quella branca della matematica che studia come le forme si deformano si torcono o si allungano senza rompersi
La Fisher ha dimostrato che una singola emozione produce una torsione geometrica sull’acqua che piangiamo
Le lacrime non sono tutte uguali e il liquido cambia la sua intima struttura a seconda del paesaggio interiore che lo ha generato. Non stiamo osservando una fredda reazione biologica o una vuota meccanica spaziale. Quella geometria è viva. È la nostra anima che si svela, è il dolore stesso che prende corpo e si fa materia per non essere dimenticato
Il dolore e la paura creano strutture precise e taglienti
Le lacrime nate dall’angoscia per le guerre che ci circondano o dai drammi umani assumono forme caotiche e spigolose. Guardandole da vicino assomigliano a paesaggi desolati, a terreni aridi visti dall’alto o a labirinti rotti e frammentati
La frequenza della paura ha letteralmente torto e deformato la struttura molecolare togliendole ogni simmetria
La sofferenza si imprime nell’acqua che versiamo. Questo accade perché l’acqua del nostro corpo si comporta esattamente come un nastro magnetico ipersensibile su cui si incide l’emozione della nostra anima. Le molecole liquide “ascoltano” la frequenza del nostro stato d’animo e la registrano all’istante
Quando l’emozione è densa e dolorosa l’acqua evaporando lascia indietro i suoi sali che cristallizzando fissano nella materia quel trauma traducendolo in un urto invisibile, in una scultura solida che conserva per sempre la memoria di quel turbamento. È la fotografia fossile di un sentimento
La gioia e la compassione, al contrario generano geometrie perfette e maestose
Le lacrime versate per un istante di pura gratitudine o per una commozione profonda o per amore e gioia , formano disegni che ricordano i fiocchi di neve o le felci frattali e i fiori di cristallo magnifici e simmetrici
In questo caso il pensiero non ha creato torsioni distruttive ma ha espanso l’acqua in una danza simmetrica e vitale
Il dolore e la gioia hanno forme diverse perché l’intenzione che le ha generate ha applicato una piega differente alla materia
Io tocco, io vedo, io odo la realtà senza farmi schiacciare dalla deformazione della paura collettiva
Questa scoperta è un monito vitale per i tempi densi che attraversiamo. Se un pensiero di terrore è in grado di deformare e rendere caotica una singola lacrima, proviamo a immaginare cosa produce un pensiero collettivo di angoscia sull’intero oceano dell’umanità!
La paura ci disidrata spiritualmente torce la nostra percezione e ci fa vedere nemici dove ci sono specchi. In un’epoca di conflitti dobbiamo ricordare che possediamo il potere immenso di cambiare la geometria del nostro mondo interiore
Se dobbiamo versare lacrime per questa terra ferita facciamo in modo che siano lacrime di lucida compassione e non di cieco terrore, perché anche nel silenzio di un pianto stiamo letteralmente dando forma al mondo e quindi non cerchiamo l’ombra che alimenterebbe il caos !
Ho pensato: ma non sarebbe meglio non fare le guerre, non inquinare il nostro pianeta, non fare del male alle sue innocenti creature come i bambini, gli animali e gli alberi, non creare ingiustizie e prevaricazioni? cosi’ non dovremmo piangere lacrime amare che creano strutture taglienti?
GRAZIE!
CARMEN, COLEI CHE INSISTE A CERCARE LUCE ANCHE IN UNA PIETRA

