Visita SpazioSacro.it : Corsi, Seminari e Scuola di Naturopatia e di Reiki

SENZA TETTO = SENZA RADICI: Lo sradicamento come violenza sociale e abbandono collettivo

SENZA TETTO = SENZA RADICI
Lo sradicamento come violenza sociale e abbandono collettivo

C’è un’epidemia silenziosa che attraversa le nostre città, un malessere che non si cura con antibiotici né si diagnostica con esami del sangue. È l’abbandono sistematico di esseri umani , la rottura del patto sociale più antico: proteggere i membri della propria comunità

Quando guardiamo un senzatetto accovacciato sul marciapiede, vediamo il fallimento di tutti noi. Non è un individuo che ha sbagliato, è una società che ha espulso uno dei suoi , che ha tradito il principio base della sopravvivenza collettiva: nessuno si salva da solo !

Prima di perdere il contatto con la Terra, il senzatetto ha perso il contatto con gli altri esseri umani . Prima di essere sradicato dal suolo, è stato sradicato dalla comunità. E senza comunità, senza aiuto, senza cibo, senza riparo, il corpo entra in modalità sopravvivenza assoluta. Non c’è spazio per pensare allo spirito quando lo stomaco urla e il freddo morde le ossa

LA GERARCHIA CRUDELE DEI BISOGNI
Abraham Maslow lo sapeva bene quando di segnò la sua piramide: alla base ci sono i bisogni fisiologici , fame, sete, sonno, calore. Senza quelli soddisfatti, tutto il resto crolla. Non puoi cercare illuminazione spirituale se stai morendo di freddo. Non puoi meditare sul legame con la Madre Terra se non hai mangiato da tre giorni

Intermezzo promozionale ... continua la lettura dopo il box:

TANTI SEMINARI E CORSI SU SPAZIOSACRO.IT :
spaziosacro.it portale medicine analogiche
visita il sito spaziosacro.it [ click qui ]

Il senzatetto vive nell’inferno del bisogno primario perenne . Ogni giorno è una battaglia per trovare cibo, acqua potabile, un posto dove defecare senza essere cacciato, un angolo riparato dove chiudere gli occhi senza rischiare di essere derubato, picchiato, violentato

Mentre noi parliamo di disconnessione dalla natura, di perdita del radicamento spirituale, loro contano le ore che mancano all’alba per non morire assiderati. Mentre disertiamo di grounding e frequenze terrestri, loro cercano un cartone più spesso da mettere sotto la schiena per isolarsi dal gelo del cemento
e la dignita’ e’ spezzata, disprezzata , senza ritorno

La ri-connessione con la Terra è un lusso di chi ha già un tetto . Per chi vive per strada, il problema non è la mancanza di contatto con Gaia ma la mancanza di cibo caldo e dignità umana

IL TRADIMENTO DELLA COMUNITÀ
In ogni società umana documentata, dai popoli indigeni alle civiltà antiche, esisteva una regola non scritta: chi ha condivida con chi non ha . Non solo per bontà d’animo ma per logica di sopravvivenza. Oggi potrei essere io nel bisogno, domani potrei essere tu. La reciprocità non era solo morale ma strategia evolutiva

Le tribù nomadi del deserto avevano leggi ferree sull’ospitalità: negare cibo e acqua a chi bussa è crimine contro l’umanità intera . I monasteri medievali tenevano sempre una porzione di pane per il viandante

Le comunità contadine si aiutavano nei raccolti, nelle costruzioni, nei lutti, nei momenti di carestia

Oggi abbiamo edificato metropoli scintillanti dove un essere umano può morire di fame a cento metri da un supermercato pieno di cibo . Abbiamo creato economie che producono abbondanza oscena mentre le persone dormono sotto i ponti. Abbiamo normalizzato l’idea che alcuni siano semplicemente scarti del sistema

Il senzatetto non è un fallimento individuale, è il sintomo della rottura del tessuto sociale , della fine della comunità, dell’oblio della responsabilità collettiva

LA PIAGA SOCIALE DELLO SRADICAMENTO
Essere senza tetto significa perdere tutto in cascata. Prima perdere il lavoro o la salute mentale o la famiglia. Poi perdere la casa. Poi perde l’igiene personale perché non hai dove lavarti. Poi perdere la possibilità di trovare lavoro perché sei sporco e senza documenti. Poi perdere la fiducia negli altri perché sei stato tradito, ignorato, calpestato. Poi perdi la speranza perché ogni giorno è uguale al precedente, un tunnel senza fine fino anche alla morte

E alla fine perdi anche il nome , diventi il ​​barbone, il pazzo, lo scarto. La società ti guarda con disgusto o pena, mai come essere umano paritario. Sei diventato invisibile pur essendo iper-sensibile, un fastidio urbano da rimuovere, un problema da nascondere

In questa discesa agli inferi, parlare di connessione spirituale con la Terra è osceno. Il corpo in ipotermia non cerca frequenze cosmiche ma calorie e coperte . Lo stomaco vuoto non medita sulla Madre planetaria ma urla per un pezzo di pane e una coperta….se non puo’ avere altro
ed e’ dall’altro, quello che ha compassione o che vuole “pulirsi la coscienza” che dipende la sua ora il suo giorno il mese e l’anno
Sono diventata amica di alcuni di loro :ci scambiamo parole pensieri e doni materiali e spirituali ma e’ triste vedere che per loro nulla cambia mai

IL PARADOSSO CRUDELE
Eppure c’è un paradosso amaro in tutto questo. Il povero, il contadino, il lavoratore manuale cammina più vicino alla terra del cittadino agiato . Lavora nei campi, maneggia il suolo, sente il ritmo delle stagioni. A volte l’homeless cammina scalzo non per scelta spirituale ma per mancanza di scarpe… e la Terra rilascia i suoi benefici indipendentemente da loro senza distinzioni

La disconnessione dalla Terra di cui si parla nelle conferenze now age, nei seminari di riconnessione, è ripreso ed e’ diventato privilegio invece  di chi vive in città, lavora in ufficio, dorme in letti comodi . È sintomo di benessere

Il senzatetto non ha perso la Terra in senso mistico. Ha perso la comunità, il rifugio, il cibo, la dignità . E senza quelli, ogni discorso sulla spiritualità della natura diventa insulto

LA VERA RADICE È LA COMUNITÀ
Se vogliamo parlare di sradicamento, parliamo della verità nuda: siamo “animali sociali”, la nostra radice primaria è l’altro essere umano . Prima ancora del suolo, prima ancora della Terra, abbiamo bisogno del legame con i nostri simili

Un neonato muore senza contatto umano anche se nutrito. Gli esperimenti crudeli sugli orfanotrofi lo hanno dimostrato: bambini lasciati in culle pulite, nutriti ma mai toccati, morivano o sviluppavano danni irreversibili. Il contatto e il nutrimento, l’appartenenza e’ l’ossigeno invisibile

Il senzatetto è stato tagliato fuori da questa rete vitale. Non è lui che ha fallito, siamo noi che abbiamo fallito come comunità . Ogni persona che dorme per strada è prova vivente che il patto sociale si è rotto, che abbiamo dimenticato la legge base della tribù: nessuno viene lasciato indietro !

LA CURA È SPIRITUALE E MATERIALE
Non esiste vera spiritualità senza compassione concreta . Chi ha fatto un vero percorso di crescita interiore non può restare indifferente davanti alla sofferenza. Anzi, più ti apri spiritualmente, più il dolore altrui diventa insopportabile, più senti il ​​legame profondo con ogni essere umano

Il materialismo cinico crea indifferenza : “Se è povero è colpa sua”, “Se lo merita”, “Io ce l’ho fatta, perché lui no?”. È la disconnessione vera, quella del cuore chiuso, dell’ego che si protegge dall’empatia per non sentire il disagio

Ma chi ha camminato sui sentieri di consapevolezza sa che siamo tutti interconnessi . La sofferenza di uno è la ferita di tutti. Vedere un fratello o una sorella che dorme per strada non è statistica sociale ma dolore personale, chiamata all’azione

La spiritualità autentica si manifesta in gesti concreti : un pasto caldo offerto, una coperta donata, tempo dedicato all’ascolto, dignità restituita attraverso lo sguardo che riconosce l’altro come uguale. Non basta meditare sulla compassione universale se poi passi oltre il barbone senza vederlo

Quindi sì, servono politiche abitative serie, investimenti pubblici, strutture di accoglienza. Ma quelle nascono solo quando abbastanza persone hanno sviluppato coscienza sufficiente da pretenderle . E quella coscienza nasce proprio dal lavoro spirituale, dalla crescita interiore che abbatte i muri dell’ego e risveglia l’empatia

Quando ogni essere umano avrà un tetto sopra la testa, cibo nello stomaco, accesso a cura e rispetto, allora sì, potremo parlare di riconnessione con la Terra. Allora sì, camminare scalzi sull’erba diventerà medicina e non necessità disperata

Ma finché qualcuno muore di freddo mentre case restano vuote, finché qualcuno rovista nei cassonetti mentre il cibo viene sprecato, il vero sradicamento non è dalla Terra ma dall’umanità stessa

E quella radice va ricostruita con scelte politiche, economiche, etiche. Con responsabilità collettiva. Con la fine dell’indifferenza. Con il ritorno della comunità che si prende cura di tutti i suoi membri, senza eccezioni, senza scarti, senza invisibili 

Allora, e solo allora, potremo davvero dirci radicati e figli tutti della Madre terra

e’ UN’UTOPIA?

Sì, è un’utopia. Sì, forse non la vedremo realizzata. Ma ogni coperta donata, ogni pasto condiviso, ogni casa aperta è un passo verso quella visione. E quei passi salvano vite oggi, qui, ora

La speranza senza lotta è illusione. La lotta senza speranza è disperazione. La speranza  che si fa lotta è rivoluzione…

… cosi’ continuiamo a sperare e lottare

GRAZIE

Blog Spaziosacro.it

CARMEN,  COLEI CHE INSISTE A CERCARE LUCE ANCHE IN UNA PIETRA



CATEGORIE DEL BLOG

Crescita spirituale
CURE NATURALI
Dalla Nostra Associazione
Mondo Olistico
Notizie scottanti
Passa il Favore di Trevor
Scuola di Naturopatia
Studi Scientifici
Teorie e Scoperte
admin

Associazione Culturale SpazioSacro.it