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Quante donne al mondo possono dire “il corpo è mio” ?

Quante donne al mondo possono dire “il corpo è mio” ?

Sono entrata in questo mondo per caso e sono inorridita perche’ empaticamente sento tutto il terrore, la paura e il dolore di bambine e donne che non hanno potere sui loro corpi che vengono usati e abusati

 Non qui  dove non possono dirlo,  non nei paesi dove le bambine diventano spose: l’orrore che non posso tacere

In molte parti del mondo il controllo sul corpo femminile non inizia da adulte. Spesso inizia prima, molto prima
Nel mondo, una ragazza su cinque si sposa prima dei 18 anni. E una su venti prima dei 15 anni, a volte anche a 10

I paesi con la più alta percentuale di matrimoni precoci sono quasi tutti concentrati in due aree: Africa subsahariana e Asia meridionale ma non manca il Sud est asiatico e l’America latina

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Il Niger è il Paese con il tasso più alto al mondo: qui 3 ragazze su 4  sono costrette a sposarsi prima dei 18 anni
Seguono Repubblica Centrafricana, Ciad, Mali, Bangladesh, Burkina Faso, Sud Sudan, Guinea, Mozambico e Somalia

In questi luoghi una bambina può essere promessa in sposa ancora prima di avere il primo ciclo mestruale. A volte a 10 anni, a volte a 8 !  Tremo al solo pensiero !

Anche in India, nonostante i progressi legali, il fenomeno resta enorme: si stima che oltre 100 milioni di ragazze rischino ancora di essere date in spose minorenni e nella realta’ e’ cosi’

Nel Sud-Est asiatico, in Thailandia e nelle Filippine si  registrano cifre elevate. E in America Latina, la Repubblica Dominicana, il Nicaragua e il Brasile guidano la classifica di queste pratiche di violenza

E qui si tocca l’orrore più indicibile: queste bambine vengono spesso “vendute” a uomini adulti, a volte persino anziani
Non sono spose: sono corpi spediti, corpi comprati a un prezzo irrisorio per chi comanda, ma per loro un sacrificio enorme, indicibile
Corpi  di bambine che non hanno ancora conosciuto l’adolescenza e già vengono piegati al dovere coniugale
Comprare una bambina come se fosse un oggetto: si, proprio come un oggetto senza anima senza volonta’ senza difesa, questo e’ quello che  accade ancora oggi in tanti angoli del mondo

Ma loro non sono  numeri. Sono piccole anime e teneri corpi. Sono bambine a cui è negato il diritto di crescere, di studiare, di giocare. A cui è imposto il ruolo di mogli e madri prima ancora di diventare loro stesse donne
Il matrimonio infantile è una forma di violenza  che porta quasi  sempre anche ad altre privazioni: abbandono scolastico, gravidanze precoci, violenza domestica, isolamento e perfino morte

Il diritto a dire “no”  in troppi luoghi del mondo nasce già violato

COSA DICONO I DATI RECENTI ?

Secondo le stime più aggiornate, nel mondo circa 12 milioni di ragazze si sposano ogni anno prima dei 18 anni 
Vuol dire quasi una ragazza ogni 3 secondi 

Nel complesso, sono oltre 650 milioni le donne e ragazze vive oggi che si sono sposate da bambine 
Di queste, circa 150 milioni si sono sposate prima dei 15 anni . Non ho parole!

I paesi con la percentuale più alte restano quasi tutti nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale Il Niger continua ad essere il Paese con il tasso più alto al mondo: qui una percentuale enorme di ragazze si sposa prima dei 18 anni. A seguire troviamo ancora Repubblica Centrafricana, Ciad, Mali, Bangladesh, Burkina Faso, Sud Sudan, Guinea, Mozambico e Somalia . In India , ogni anno si contano decine di milioni di ragazze a rischio.
E in America Latina, i numeri più alti si registrano nella Repubblica Dominicana, Nicaragua e Brasile 

Quindi dopo 4 anni  dalla mia vecchia inchiesta non e’ cambiato molto, purtroppo

Cosa è cambiato invece in peggio:

Ci sono tre cose che oggi rendono il quadro ancora più crudele: e’ aumentata la povertà estrema Dopo crisi economiche, pandemia e conflitti, molte famiglie sono ancora più disperate.  E in tanti contesti, dare una bambina in sposa continua a essere visto come l’unico modo per alleggerire il peso economico della famiglia. A volte, addirittura, serve a sanare debiti o ottenere denaro 

Le crisi umanitarie fanno esplodere il fenomeno:

Nei campi profughi, nelle zone di guerra, durante le carestie, il matrimonio infantile aumenta
Le famiglie temono per la sicurezza delle figlie e quindi il matrimonio precoce viene visto come una protezione
In realtà è l’inizio di un’altra violenza: il controllo sul corpo femminile si è rafforzato
In alcuni Paesi si assiste a una spinta indietro sui diritti delle donne e questo rende più difficile applicare leggi che pure esistono: dove l’età minima per sposarsi è stata fissata a 18 anni, le leggi vengono spesso ignorate o aggirate

Cosa invece non è cambiato:
Non è cambiata la verità più crudele: queste bambine vengono spesso frequentate da uomini adulti, a volte molto più grandi, persino anziani. Sono corpi venduti, spediti, usati

Non è cambiato il fatto che una bambina sposa non è una sposa : è una vittima perche’ perde la scuola, l’istruzione,  il gioco, la salute, il futuro
Rischia gravidanze precoci, violenza domestica, isolamento.  Molte non sopravvivono al parto perche’ troppo piccole per generare figli.   Molte non hanno mai avuto la possibilità di dire “no”

Non è cambiata la radice di  una cultura patriarcale che considera il corpo femminile una proprietà da proteggere, da comandare  o da vendere. Da controllare o da scambiare. E quasi mai da ascoltare, da accudire, da trattare come un essere umano con l’anima

Quante altre donne al mondo possono dire : il corpo è mio ?  Non qui

Secondo i dati più recenti di UN Women l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata alle donne e alle ragazzee E  della World Bank , ancora oggi più di 40 Paesi non hanno leggi specifiche che puniscono lo stupro all’interno del matrimonio.  In molti codici penali, soprattutto in Africa subsahariana, Medio Oriente, Asia meridionale e Sud-Est asiatico , lo stupro del marito sulla moglie semplicemente non esiste come reato.

 Il matrimonio viene ancora visto come un consenso permanente: se sei sposata, si presume che tu abbia acconsentito per sempre quindi non puoi dire di no al sesso, a niente

In India , la legge non riconosce lo stupro coniugale come reato se la moglie ha più di 15 anni (e solo nel 2022 la Corte Suprema ha sollevato la questione, ma senza ancora cambiare la legge)
In Nigeria , lo stupro coniugale non è reato in molte regioni del Nord
In Thailandia , solo nel 2007 è stata approvata una legge che lo punisce, ma con pene irrisorie
In Arabia Saudita e in molti Paesi del Golfo, il concetto di stupro coniugale non esiste nemmeno giuridicamente
A questi si aggiungono Paesi dove la legge c’è, ma non viene applicata . Mancano risorse, manca formazione e manca la volontà politica di entrare “nelle case della gente” e vedere quello che realmente succede

E da noi?    Qui il discorso si fa ancora più duro perché l’Italia  la legge ce l’ha

Eppure ogni anno decine di donne vengono uccise proprio dal partner, dall’ex, dal marito. E quasi sempre, prima di arrivare al femminicidio, c’è stata una lunga scia di violenze, comprese quelle sessuali.   Lo stupro coniugale in Italia è stato riconosciuto come reato solo nel 1996 , con la legge 66. Non nell’Ottocento, meno di trent’anni fa. E ancora oggi troppe donne non denunciano. per paura, per vergogna, perché pensano che se accade dentro le mura di casa, allora non sia considerato un vero stupro e perche’ quando una donna dice “no”  non viene ascoltata, quando il suo corpo viene usato come un diritto acquisito, quella violenza può crescere, può diventare controllo, persecuzione, botte, e alla fine morte.  Quanti femminicidi hanno alle spalle anni di violenza sessuale mai denunciata !
Questo è il filo nero che unisce i Paesi senza legge ai Paesi con la legge che non protegge abbastanza

Quando capiranno che occorre informazione, educazione,liberazione dalla poverta’ e onesta’  e buona volonta’ in chi comanda ? Sembra che lasciare i popoli allo sbaraglio sia piu’ comodo e invece e’ disumano !

Il dato  dell’ONU sui 4o Paesi è ancora attuale. E dentro quel numero ci sono milioni di donne che ogni notte subiscono, senza poter chiedere aiuto. E dentro quel numero ci stanno anche le donne che poi non sono sopravvissute

Quante altre donne al mondo possono dire : il corpo  non  e’mio anche se lo vorrei tanto ?

Le ragazze che “aspettano di andare in camera”:
Ci sono luoghi nel mondo in cui la prostituzione sembra quasi normale, un intrattenimento,un gioco…ma non lo e’

Si vedono ragazze giovani, a volte giovanissime, sedute o in piedi davanti a locali, in strada, nei bar
Aspettano. Sorridono se servite. E poi salgono in camera con il primo che le ha scelte

Molti pensano: lo fanno loro, l’hanno scelto. No. Non è così. Nella stragrande maggioranza dei casi non c’è nessuna vera libertà.  C’è una famiglia da sfamare. Un padre malato. Fratelli da mandare a scuola.Una madre rimasta sola. Un debito da pagare. E nessuna alternativa

In Paesi come la Thailandia , la Cambogia , le Filippine , ma anche in parti dell’Africa , dell’India e dell’America Latina , molte ragazze entrano nella prostituzione perché la povertà non dà loro scampo

Non è un mestiere scelto. È una condanna travestita da possibilità . E spesso non entrano nemmeno da sole.
Vengono spinte. Convinte dalla famiglia. Cedute da qualcuno di cui si fidavano. In certi casi vendute a circuiti mafiosi che le spostano, le controllano, le minacciano

Poi ci sono i filmati, quelli che mostrano ragazze in fila, che aspettano un cliente.  Ragazze che ridono, che ballano, che sembrano disponibili.  Ma è una scena. È la superficie. Sotto c’è paura, stanchezza, umiliazione che non si può spiegare

A questo punto c’è una cosa che voglio ribadire con forza: il corpo di una donna non è mai un prodotto
anche se  il comportamento di queste ragazze lo fanno sembrare una scelta, anche se qualcuno paga, anche se le luci sono accese e la musica suona, loro non sono merce di scambio. C’e’ dolore sotto, poverta’, malattie, problemi

Quando una ragazza è povera, ricattata, abbandonata, quando le hanno tolto la scuola, il lavoro, il futuro, allora non si può parlare di libera scelta perche’ le hanno tolto la cosa piu’ preziosa: la liberta’ che tiene alta la dignita’
Si parla di sfruttamento ed  e’ vero perche’ chi paga per salire in quella camera non sta comprando un piacere,
sta comprando la disperazione di una ragazza che finge suo malgrado e sorride. Fa buon viso a cattivo gioco

Dopo aver trattato tutto questo mi e’ venuto l’amaro in bocca perche’ sembra che il mondo brutto non cambi mai. Non posso cambiare il mondo intero, posso solo accendere una lucina
Nessuno di noi può salvare tutte le donne del mondo. Ma dire ,far sapere queste cose dicono che ha il suo peso . Per ora ho solo un peso sul cuore

Ma se quest’ articolo  sara’ letto da una madre, da un’insegnante, da una ragazza e quella persona lo racconta a un’altra e un’altra decide di non voltarsi più dall’altra parte, forse puo’ iniziare un cambiamento

Non con un colpo di bacchetta magica. Ma con tante piccole crepe nel muro dell’indifferenza

Davvero non so se basterà, ma io non voglio più fare finta di non sapere, oramai sono con me i bambini di Kakuma, quelli del Burundi i drogati di Vancouver, le famiglie che abitano nel cimitero di Manila e ora nella mia piccola preghiera della notte ci saranno queste bambine, le ragazze le donne violate ,perche’ voglio che abbiano di nuovo la loro dignita’ la loro vita  perche’ ogni donna che apre gli occhi su di un mondo diverso è una speranza che cammina

Bastera’? No

Ma noi possiamo bastare a qualcosa. Perché in un mondo che volta la faccia, noi che non siamo piu’ indifferenti stiamo mettendo la nostra

Perché mentre il mondo si abitua all’orrore, noi  non ci abituiamo.E questo non è poco. È già un atto di resistenza. E se sei riuscita/o a leggere fino infondo questo articolo e a provare compassione o indignazione e’ la prova che siamo vivi dentro . Che non siamo anestetizzati

Queste parole non cambieranno il mondo intero, ma cambieranno qualcuno
E quel qualcuno, a sua volta, cambierà qualcos’altro. Non si sa mai dove si ferma una parola detta con verità, con cuore

Perché la prima violenza è l’indifferenza, quindi smettiamo di essere solo uno/a che guarda, possiamo essere uno che si schiera e quando una donna smette di fare finta, anche solo con le parole, qualcosa nel mondo si è già mosso

Lo so non basta, ma facciamo la nostra piccola parte e in quella preghierina nella notte non saremo sole

GRAZIE

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