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Il Silenzio sommerso: quando le foreste del mare svaniscono e i pesci non hanno piu’ cibo

Il Silenzio sommerso: quando le foreste del mare svaniscono e i pesci non hanno piu’ cibo

Nelle profondità azzurre dove la luce filtra come polvere d’oro, c’è un mondo che si sta spegnendo senza grida senza clamori ,solo un lento svanire di verde e di vita: le foreste di alghe e le praterie di posidonia stanno scomparendo e con loro se ne va l’intera catena della sopravvivenza perché senza alghe i pesci restano senza cibo, senza ossigeno, senza rifugio e il mare diventa deserto liquido trasparente ma vuoto

Le macroalghe brune ,rosse e verdi insieme alle fanerogame marine come la sacra Posidonia oceanica che nel Mediterraneo è casa respiro e culla di vita ,si stanno dissolvendo sotto l’incalzare del riscaldamento globale

La scienza lo dice con la precisione fredda dei suoi dati: uno studio pubblicato su Nature Communications condotto da ricercatori finlandesi ,italiani e australiani ,insieme all’Ispra, ha mostrato che se non fermiamo subito le emissioni di gas serra , tra l’ottanta e il novanta per cento degli habitat adatti a queste piante marine spariranno entro 10 anni. Potranno sopravvivere solo nelle regioni polari dove il freddo ancora conserva memoria del clima com’era prima, quando le temperature erano più basse, quando il pianeta era in equilibrio mentre il resto del pianeta perderà questi polmoni sommersi, questi custodi silenziosi 

Non è una prospettiva lontana sta accadendo anche qui da noi. Nel Golfo di Trieste i ricercatori hanno confrontato le mappe del fondale tra il 2009 e oggi scoprendo che la Cymodocea nodosa una pianta marina essenziale per queste acque è calata fino all’ottantanove per cento in alcune zone. Vicino Trieste e lungo le coste Slovene la perdita è stata del trenta per cento.

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Dietro questi numeri si nasconde la scomparsa di interi ecosistemi: le nursery dove nascono e crescono i piccoli pesci, i rifugi dove si nascondono prede e predatori, le alghe e le piante marine che filtrano l’acqua trattenendo inquinanti e sedimenti e restituendo ossigeno al mare

Le cause sono molteplici e intrecciate come radici sommerse. Il riscaldamento globale fa salire la temperatura dell’acqua alterando il metabolismo dei microrganismi alla base della catena alimentare rendendo difficile la riproduzione E cambiando la chimica stessa del mare.

L’acidificazione avanza silenziosa corrodendo i gusci calcarei degli organismi e compromettendo la capacità delle alghe di fotosintetizzare. A questo si aggiungono l’inquinamento costiero, l’urbanizzazione selvaggia e la pesca non sostenibile spesso illegale che devasta i fondali con reti a strascico come aratri subacquei

Chris Free ecologo dell’Università della California ha studiato 235 popolazioni di pesci in trentotto regioni diverse  documentando un collasso progressivo. Le popolazioni ittiche stanno crollando non solo per la pesca eccessiva ma soprattutto per il crollo delle loro fonti di nutrimento. Se la base della piramide alimentare si sgretola, tutto il resto crolla e con lei inizia una cascata trofica inarrestabile

….una cascata di effetti che si propaga attraverso i vari livelli alimentari di un ecosistema

Immagina una piramide:

alla base ci sono le alghe/posidonia (i produttori)
sopra i piccoli pesci erbivori che le mangiano
poi i pesci medi che mangiano quelli piccoli
in cima i grandi predatori.
Quando crolla la base (le alghe), crolla tutto a cascata verso l’alto: meno cibo per i piccoli pesci , meno piccoli pesci , meno cibo per i medi , meno cibo per i predatori

È come un effetto domino alimentare: togli un pezzo in basso e tutto il castello cade

Le praterie marine non sono solo belle da vedere sono creature perfette di cattura della CO₂ :stabilizzano i fondali ,proteggono le coste dall’erosione ,danno rifugio a centinaia di specie, fungono da nursery per i giovani pesci e filtrano naturalmente l’inquinamento delle acque

Senza di loro il mare diventa sterile e noi perdiamo uno degli alleati più potenti nella lotta contro il cambiamento climatico. Un ettaro di Posidonia oceanica può produrre fino a venti litri di ossigeno per metro quadrato al giorno e catturare dieci volte più carbonio di una foresta terrestre delle stesse dimensioni!!!

Il Mar Baltico, il Mar Nero ,le coste del Pacifico sudamericano, la penisola coreana, le coste australiane e l’Europa intera vedranno scomparire le loro foreste sottomarine

È una tragedia di cui quasi nessuno parla. I media la ignorano i governi minimizzano, ma chi vive il mare ogni giorno: i pescatori ,i biologi marini ,i subacquei lo vedono con i propri occhi: il fondale che si svuota, i colori che sbiadiscono, il silenzio che avanza dove prima c’era fruscio di vita

Alcuni propongono soluzioni coraggiose. Enric Sala esploratore del National Geographic suggerisce di proteggere tutte le acque al di fuori delle zone economiche esclusive per costringere i paesi a dialogare e fermare la deregolamentazione che alimenta pratiche distruttive

Ma anche se questo accadesse domani, se l’innalzamento della temperatura e l’acidificazione continuano a questo ritmo non ci sarà più niente da salvare

Che cosa possiamo fare allora? Possiamo scegliere di vedere, di parlare, di condividere questa verità scomoda.  Possiamo smettere di girare la testa dall’altra parte e pretendere dai governi scelte coraggiose: protezione reale dei fondali marini ,divieto della pesca a strascico, riduzione immediata delle emissioni. Possiamo cambiare i nostri consumi scegliere pesce pescato in modo sostenibile ,ridurre la plastica, sostenere chi protegge il mare sul campo.

….MA MI SEMBRA DI PARLARE DI UTOPIA

Perché se continuiamo così tra pochi anni non resterà nemmeno una prateria sommersa. I pesci moriranno di fame e con loro morirà una parte essenziale della vita sulla Terra

Stiamo assistendo a un’estinzione di massa negli oceani.  Certe multinazionali continuano a devastare i fondali con reti che arano il fondo come bulldozer mentre i media preferiscono parlare d’altro. Il sessanta per cento della vita marina si sta estinguendo sotto i nostri occhi e il punto non è se succederà ma che sta già succedendo adesso mentre leggi queste righe. Interi ecosistemi che hanno impiegato millenni a formarsi stanno collassando in meno di vent’anni

Senza alghe non c’è ossigeno senza ossigeno non c’è pesce senza pesce non c’è cibo per milioni di persone. Non parliamo di futuro lontano ma di adesso di qui di questa decade.

Continuiamo a comportarci come se avessimo un pianeta  B di riserva, ma non ce l’abbiamo. 

Non c’è più tempo per il silenzio. C’è tempo solo  per scegliere da che parte stare: se dalla parte della vita o dalla parte dell’indifferenza

Il mare ci sta chiamando ed è ora di rispondere

E’ un’utopia?

GRAZIE

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