LA LUCE QUANTISTICA PER LA DIAGNOSI PRECOCE: QUANDO LA SCIENZA RIVELA LA MALATTIA ATTRAVERSO LA LUCE
C’è una luce che non nasce dal sole, ma dal cuore più profondo della materia
Una luce invisibile agli occhi, ma capace di guardare dentro i tessuti del corpo con una precisione che sfiora l’incredibile
Una luce che potrebbe, tra poco tempo, aiutarci a diagnosticare le malattie prima ancora che si manifestino nel dolore
All’Università dell’Insubria, tra Varese e Como, il team di ricerca guidato dal professor Matteo Clerici, docente di Fisica sperimentale della materia, ha compiuto un passo che unisce scienza avanzata e medicina del futuro
Questa importante scoperta tutta italiana è stata pubblicata sulla rivista Science Advances e dimostra come la luce quantistica, e in particolare la cosiddetta luce compressa (squeezed light), possa migliorare in modo decisivo una tecnica già molto raffinata: la spettroscopia risolta in tempo
LA SPETTROSCOPIA RISOLTA IN TEMPO
È una tecnica che utilizza impulsi laser ultracorti, anche più brevi di 10 femtosecondi (cioè un milionesimo di miliardesimo di secondo), per analizzare come un materiale biologico modifica la luce che lo attraversa o lo riflette
Attraverso questa interazione, è possibile rivelare la composizione molecolare di un tessuto: quali proteine, lipidi o altre sostanze sono presenti, e in che quantità
Intermezzo promozionale ... continua la lettura dopo il box:
Questa tecnologia viene già usata in campi come la ricerca sui materiali, l’identificazione di sostanze esplosive o inquinanti, e soprattutto in biologia e medicina
Ma ha un limite: il rumore quantistico
IL RUMORE QUANTISTICO: IL FRUSCIO INVISIBILE DELLA MATERIA
Nel mondo quantistico, anche nel vuoto più assoluto, esiste sempre una lieve fluttuazione: un’oscillazione intrinseca, inevitabile, che non può essere eliminata
È come cercare di ascoltare una voce molto lieve mentre in sottofondo c’è sempre un fruscio
Questo fruscio è il rumore quantistico
Anche se i laser moderni sono estremamente precisi, questo rumore di fondo limita la sensibilità delle misure. E nella diagnostica precoce, dove si cerca di vedere l’invisibile, anche la più piccola incertezza può fare la differenza !
LA SVOLTA: I CRISTALLI NON LINEARI E LA LUCE “COMPRESSA”
È qui che entra in gioco una straordinaria intuizione: modificare la luce stessa per renderla più silenziosa
In laboratorio, si possono usare cristalli non lineari, cioè materiali speciali che, attraversati da luce laser, ne trasformano le proprietà. In particolare, si può generare una luce chiamata “squeezed light”, ovvero luce compressa
La luce compressa ha fluttuazioni ridotte in una delle sue dimensioni quantistiche, il che equivale a diminuire il rumore e aumentare la nitidezza del segnale
È come se, per un attimo, si potesse guardare attraverso un vetro perfettamente limpido, senza nebbia o distorsioni
Questa luce “addomesticata” viene già utilizzata nella rilevazione delle onde gravitazionali, e ora si dimostra promettente anche per la spettroscopia biologica
UNA LUCE CHE VEDE LA MALATTIA, PRIMA DEL DOLORE
Il potenziale è straordinario per :
rilevare piccoli segnali molecolari prima che le cellule cambino forma
distinguere tessuti sani e malati quando ancora non c’è infiammazione
identificare proteine e lipidi alterati associati a patologie come il cancro
e, estendere tutto questo alla diagnosi precoce di malattie cardiovascolari e metaboliche
Sì, tutto questo attraverso una macchina: un sistema che combina laser, cristalli non lineari e strumenti spettroscopici, senza interventi invasivi !
Ma ciò che mi colpisce è che non si tratta solo di tecnologia, bensì di un nuovo modo di ascoltare il corpo attraverso la luce
Una luce che, silenziosamente, può raccontarci ciò che il corpo ancora non sa dire
UNO SGUARDO CHE UNISCE SCIENZA E SPERANZA
Forse è solo l’inizio
Ma ogni passo in questa direzione ci parla di un futuro in cui la guarigione potrà iniziare ben prima della sofferenza, e dove la luce, non solo come metafora, sarà alleata della vita
Ci ricorda che anche nel campo invisibile, nella vibrazione più sottile, c’è già tutta la musica del possibile
E forse, anche un po’ di quella che chiamiamo grazia
GRAZIE!