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La notte oscura dell’anima e’ la porta non la prigione!

La notte oscura dell’anima e’ la porta non la prigione!


Che cos’e’ davvero l’Ombra per C. G. Jung  psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero, fondatore della psicologia analitica

Per Carl Gustav Jung l’Ombra non è il male, non è una maledizione, non è una condanna. È semplicemente il deposito psichico di tutto ciò che siamo stati costretti a nascondere, spesso fin dall’infanzia, per essere amati, accettati, per non disturbare

Dentro quell’Ombra ci sono emozioni che abbiamo imparato a giudicare inaccettabili come la rabbia, la paura, la tristezza profonda, il desiderio quando non era ben visto, e ci sono parti intere della nostra personalità che abbiamo bollato come sbagliate senza mai verificarle

Non solo: l’Ombra custodisce anche talenti inespressi e doni da cui ci siamo allontanati perché minacciavano l’equilibrio della famiglia, del gruppo, del contesto in cui dovevamo sopravvivere

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E poi ci sono gli istinti, le pulsioni autentiche, che la cultura e l’educazione ci hanno insegnato a reprimere con cura, a tenere al buio

Jung ci mantenne a distinguere un’Ombra personale, legata alla nostra storia individuale, e un’Ombra collettiva, che ereditiamo dal tempo, dalla società, dalla famiglia allargata

Essa non è un nemico da combattere, è una parte della psiche che opera nell’inconscio e si fa riconoscere in modi precisi: nei sogni ricorrenti, nei lapsus che ci scappano, nelle reazioni spropositate che non sappiamo spiegarci, in quelle persone che ci irritano senza un motivo apparente e che, secondo Jung, stanno semplicemente mostrando a noi qualcosa che non vogliamo vedere in noi stessi

Tutto ciò che ci infastidisce negli altri può portarci a comprendere meglio noi stessi, scriveva. Perché l’Ombra viene sistematicamente proiettata fuori: la riconosciamo negli altri molto prima di avere il coraggio di riconoscerla dentro di noi

E qui sta la grande svolta del pensiero junghiano: il compito non è eliminare l’Ombra, non è vincerla o sotterrarla ancora più a fondo. Il compito è integrarla

Fare i conti con la propria Ombra significa smettere di essere persone divise, smettere di proiettare sugli altri ciò che ci spaventa, e iniziare a diventare interi. È il cuore di quello che Jung chiamava processo di individuazione: diventare se stessi, recuperando ciò che avevamo lasciato indietro nel buio

Ti hanno detto che l’Ombra è il nemico da sconfiggere; che va combattuta e messa a tacere. Ma l’Ombra non è solo il deposito di ciò che fa paura. Dentro l’Ombra giacciono anche i talenti che non hai mai osato mostrare, il potere che hai rimosso per sopravvivere, la voce che hai seppellito per paura di essere troppo

Jung  descriveva l’Ombra come il tesoro nascosto nel buio. Tutto ciò che hai rimosso non è scomparso È andato in letargo, aspettando che tu lo chiami per nome.

Dentro di te c’è un guaritore che ha nascosto il suo dono proprio lì, in quella zona che hai sempre creduto fosse solo tenebra. Non è un caso. L’Ombra custodisce ciò che la luce non era ancora pronta a sostenere

Cosa c’e’ davvero nella tua ombra?

Non solo le tue ferite.  La depressione.  Dentro l’Ombra trovi la tua forza vitale. Quella rabbia che condanni è amore che non ha mai trovato un canale. Quelle paure che ti bloccano sono il tuo intuito che già conosce la verità ma non ha ancora il permesso di parlare. Il tuo dono più grande è esattamente lì, dove hai sempre creduto che ci fosse solo sporcizia da pulire

La tua Ombra custodisce i talenti inespressi, la voce che non hai mai usata per il terrore di disturbare, la passione che hai nascosto perché qualcuno, tanto tempo fa, ti ha convinto che eri troppo intensa

La trappola del combattimento

Più combatti l’Ombra, più lei chiama. Più la neghi, più lei ti perseguita attraverso relazioni tossiche che diventano specchi spietati, sintomi fisici che non sai decifrare, sogni che tornano a svegliarti nel cuore della notte. L’ansia senza nome e quel senso di non essere mai abbastanza sono i suoi messaggi in bottiglia. E tu continui a ignorarli

L’Ombra è come un bambino che piange dietro una porta chiusa. Se chiudi a chiave la porta con forza, lui urlerà sempre più forte. Se invece accendi una luce gentile e gli tende la mano, ti mostrerà ciò che ha stretto nel petto per tutto questo tempo. Ti mostrerà il tuo tesoro!

LA NOTTE OSCURA DELL’ANIMA È LA PORTA NON LA PRIGIONE

Giovanni della Croce diceva che la notte oscura è un grembo, non una punizione. L’Ombra ti raggiunge proprio lì, quando sei a terra e non hai più maschere da indossare. Non viene per annientarti. Viene per chiederti di smettere di recitare

La notte oscura è il momento in cui tutto ciò che non è tuo crolla. Le certezze costruite per compiacere gli altri si sbriciolano. Le false luci si spengono perché hai investito la tua energia in rifugi che non nutrivano l’anima. Resti nuda. Resti solo. Ma in quel vuoto assoluto ti incontri per la prima volta. E ti riconosci

Non è stato un concetto astratto per me. Io ci sono caduta dentro, in quella notte, tanto tempo fa, ma ancora me lo ricordo. Ho toccato il fondo con le mani, le ginocchia, l’anima. E quando pensavo di essermi persa per sempre, ho sentito una voce. Non era fuori. Era dentro. Era la mia ombra che mi chiamava per riportarmi a casa. La notte oscura mi ha spogliata di tutto il superfluo che mi mettevano addosso gli altri  per restituirmi l’unica cosa che contava davvero: la mia anima. Mi sono rialzata , ho capito il mio valore, non ho avuto piu’ paura. Ora sapevo cosa volevo per la mia vita, ed e’ stata una rinascita!

Come si integra l’ombra senza farsi inghiottire:

E’ di vitale importanza una via concreta. Non astratta. Pratica e amorevole

Prova il dialogo sacro: siediti nel silenzio e chiama la parte di te che hai sempre rifiutato. Chiedile senza paura: cosa vuoi dirmi, cosa porti per me. Ascolta senza censurare nulla. Scrivi le parole che arrivano senza giudicarle. Onorale. Quella parte non è mai stata ascoltata e ora ha bisogno della tua attenzione limpida

Utilizza il rito dello specchio: guardati negli occhi per cinque minuti, senza distogliere lo sguardo. Quando sale il disagio, la vergogna o la rabbia, resta lì dentro quello specchio non cercare qualcuno di perfetto. Incontra la tua interezza. Ripeti a te stesso: ti vedo, ti accolgo, sei parte di me e io non ti faccio più la guerra

Concediti un’azione ribelle, come ho fatto io : non qualcosa di distruttivo, ma di liberatorio. Fai quello che la tua parte fin troppo educata non farebbe mai. Balla senza musica. Scrivi la lettera che hai sempre imbavagliato. Canta in strada. Lascia che l’Ombra si esprima in modo creativo. Scoprirai che non era mai stata mostruosa. Era soltanto furiosa per essere rimasta in gabbia a vita !!!!!!!!!!!!!!!!!

La rivelazione e’ un tono dolce

Quando smetti di combattere la tua Ombra accade il paradosso che cambia tutto. Lei non ti uccide. Lei ti restituisce. Ti restituisce la voce. Ti restituisce la forza. Ti restituisce quel potere che avevi sotterrato

All’improvviso la rabbia che odiavi diventa passione pulita. La paura che ti bloccava diventa consapevolezza. Il dolore che hai evitato per anni diventa saggezza. La voce che hai messo a tacere diventa il tuo dono più limpido e riconoscibile e tu ora sai cosa sei e cosa vuoi davvero!

L’Ombra non era la tua oscurità. Era la tua luce in dispersione, che vagava in attesa di essere chiamata con il suo nome.  Ora quel nome ce l’ha: e’  il tuo! Chiamalo con dolcezza e potenza: ti sta aspettando da troppo tempo !

GRAZIE

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