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Sembra assurdo, ma noi non tocchiamo mai niente

Sembra assurdo, ma noi non tocchiamo mai niente

(Ieri ho visto un video che mi ha meravigliata al massimo, tutto mi e’ sembrato incredibile e davvero voglio condividere queste informazioni che ritengo uniche)

Il mondo è un sogno elettrico. Lo crediamo solido, lo sentiamo sotto le dita, lo stringiamo tra le mani, eppure non tocchiamo mai nulla. No davvero. È un paradosso che danza tra fisica e metafisica, un inganno così perfetto che il cervello ci ha convinti a chiamarlo realtà. Ma se guardassimo più da vicino, se potessimo allungare le dita dentro l’atomo come si sfoglia un libro, scopriremmo che tutto è vuoto

Cioè, quando tocchiamo le cose non c’è un contatto vero e proprio, ma è un’illusione il tatto. La realtà non è come ci appare o se vogliamo la realtà è il frutto di un’interpretazione da parte del nostro cervello che interpreta i segnali che gli arrivano dai nostri apparati sensoriali

Ogni carezza, ogni stretta di mano ogni passo che crediamo di appoggiare sul suolo terrestre è un miracolo di forze invisibili che danzano nello spazio vuoto dove gli atomi “dialogano” senza mai incontrarsi

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Il vuoto che ci costituisce

L’atomo è un fantasma.  lo scienziato Rutherford lo capì nel 1911, quando sparò particelle alfa contro una lamina d’oro così sottile da sembrare trasparente. Si aspettava che rimbalzassero, che si fermassero, che l’oro solido, pesante, reale, le bloccasse come un muro. Invece la maggior parte attraversò la lamina come se non ci fosse nulla. Perché non c’era nulla. L’atomo è un deserto: un nucleo minuscolo perso in un oceano di spazio, elettroni che sfrecciano come lucciole intorno a un falò spento. Il resto è assenza

L’atomo è principalmente spazio vuoto. Un deserto silenzioso dove il nucleo è come un granello di sabbia in una cattedrale e gli elettroni orbitano lontanissimi come fantasmi di luce. Noi siamo fatti di questo vuoto. Tutto ciò che vediamo e crediamo solido è in realtà un’architettura di assenze tenuta insieme da forze che non vediamo

La strana danza che chiamiamo contatto

Quando posi la mano su un tavolo, non tocchi il legno. No davvero. Gli atomi della tua pelle si avvicinano a quelli della superficie del legno, ma non si toccano mai. Si respingono. È una danza di cariche, un duello di forze elettromagnetiche che si spingono via

Quella che chiami pressione è solo l’eco di questa repulsione, tradotta dal cervello in sensazione di contatto.  Il tatto è una bugia necessaria, una finzione che ci salva dal baratro del vuoto

Questa repulsione elettrostatica è ciò che percepiamo come solidità. È lo stesso principio di due magneti con i poli uguali che quando li avvicini si respingono dolcemente ma inesorabilmente

Il nostro cervello interpreta questa resistenza invisibile come tocco trasformando vibrazioni quantistiche in sensazioni tattili calde ,fredde, morbide, ruvide

Levitare sulla Terra

Eppure si cammina sulla terra, eppure si sta fermi. .. ma le nostre scarpe non affondano nel pavimento, i nostri piedi non cadono nella terra, perché miliardi di atomi si scambiano informazioni elettriche e si tengono a distanza. Siamo sospesi su un campo di forze invisibili, come acrobati su una rete di luce

Ecco perché non sprofondiamo attraverso il pavimento fino al centro della Terra. Non è la solidità a sorreggerci ma miliardi di miliardi di piccole repulsioni elettromagnetiche che agiscono come magnetini microscopici tutti orientati a respingersi

Le nostre scarpe non poggiano davvero a terra: levitano su uno strato infinitesimale di spazio sorretto da forze elettromagnetiche !!!!

Se potessimo rimpicciolirci fino alle dimensioni di un atomo, il mondo diventerebbe irreale: le superfici solide si dissolverebbero in nuvole tremolanti, i confini tra le cose svanirebbero. Tutto sarebbe incertezza, tutto sarebbe probabilità. La materia non sarebbe più un muro, ma un sussurro

Non esisterebbe più il concetto di oggetto solido. Tutto sarebbe connesso da campi di forza invisibili in un’unica danza cosmica dove separazione e unione perdono di significato

Vedremmo che siamo fatti della stessa sostanza delle stelle dello stesso vuoto luminoso che permea l’universo

L’attrito come resistenza del vuoto

L’attrito è l’effetto macroscopico di irregolarità microscopiche

Ma allora, perché l’attrito? Perché le mani si scaldano quando le sfreghi, perché i piedi strisciano sul pavimento? Perché anche l’illusione ha le sue regole

Le superfici che ci sembrano lisce sono in realtà montagne in miniatura, valli e picchi che si incastrano come ingranaggi. Gli atomi si avvicinano, le forze si contorcono, gli elettroni si aggrappano per un istante prima di respingersi di nuovo. È un abbraccio imperfetto, un contatto che non è contatto. Il calore nasce da questa lotta silente: energia che si disperde, vibrazioni che si propagano, un brusio di particelle che si parlano senza toccarsi

E così viviamo, sospesi tra due verità: quella che vediamo e quella che siamo. Il mondo macroscopico ci dice che le cose esistono, che possiamo afferrare, stringere, sentire. Quello microscopico ci sussurra che tutto è vuoto, che siamo fiumi di cariche che si evitano a vicenda

Forse la poesia sta proprio qui: nell’accettare che la realtà è un’illusione così ben costruita da diventare più vera del vero. Che il tocco non è un incontro, ma un dialogo di forze

L’illusione perfettamente reale

In definitiva viviamo in un paradosso meraviglioso. Anche se a livello fondamentale non tocchiamo mai nulla la forza invisibile tra le particelle ci dona la sensazione concreta del contatto rendendo tutto un’illusione perfettamente reale

E forse è proprio questa impossibilità di toccarci veramente che rende ogni gesto d’affetto ogni abbraccio ogni carezza ancora più preziosi. Sono il risultato di miliardi di anni di evoluzione che hanno insegnato ai nostri corpi a trasformare repulsioni elettromagnetiche in connessione umana a tradurre il linguaggio freddo della fisica in quello caldo dell’amore

Siamo fatti di vuoto eppure ci sentiamo pieni di vita. Siamo separati eppure profondamente connessi. Non tocchiamo nulla eppure sentiamo tutto. Questa è la magia della realtà: una danza eterna di forze invisibili che il nostro corpo traduce in esperienza vissuta in quella sensazione meravigliosa che chiamiamo essere vivi

Forse la poesia sta proprio qui: nell’accettare che la realtà è un’illusione così ben costruita da diventare più vera del vero. Che il tocco non è un incontro, ma un dialogo di forze…

e se la materia è vuoto, allora anche noi siamo fatti di quella stessa assenza luminosa

GRAZIE!

CARMEN,  COLEI CHE INSISTE A CERCARE LUCE ANCHE IN UNA PIETRA

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