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YESHUA (Gesu’) e’ ancora qui : le storie che non conosciamo, la carezza che nessuno vede

YESHUA e’ ancora qui

(il nome originario  di GESU’ in lingua aramaica è proprio YESHUA)

Le storie che non conosciamo, la carezza che nessuno vede

C’è una versione della fede che ci hanno insegnato in ginocchio, a mani giunte, implorando un Dio lontano di avere pietà. È la religione del mendicante, quella che ti tiene piccolo e spaventato, che ti dice che la salvezza è un favore concesso dall’alto a patto che tu obbedisca, che tu soffra, che tu non faccia troppe domande

Poi c’è un’altra versione. Quella che non ha preti, né dogmi, né edifici. Quella che sopravvive nei secoli senza Bibbia, che prega in silenzio nelle catacombe della storia, che cammina scalza attraverso il deserto con ventimila bambini e non ha paura

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Yeshua (il vero nome di Gesu’) non ha mai detto: “Costruite chiese”. Ha detto: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Yeshua non ha mai detto: “Seguite i sacerdoti”. Ha lavato i piedi ai suoi amici e ha detto: “Fate anche voi così”. Yeshua non ha mai detto di essere l’Unto del Signore, quello lo ha deciso Paolo, che non lo aveva mai visto, che non aveva camminato con lui sulle rive del lago, che non sapeva il suono della sua voce quando rideva. Yeshua era il Figlio di Dio, non L’ unto da mani d’uomo

E Yeshua è ancora qui

…MA  non indossa una tunica bianca. Indossa gli stracci di un pescatore del Bangladesh, su una barca che fa acqua, e raccoglie i corpi dei morti che nessuno vuole, e li seppellisce con dignità, e bisbiglia preghiere che dice di aver sentito sussurrare dal vento

LE STORIE CHE NON CONOSCIAMO MA CHE CI PARLANO SILENZIOSAMENTE DI LUI

I PESCATORI DI MORTI DI BANGLADESH: UOMINI CHE NON HANNO PIÙ NULLA, E OGNI GIORNO RESTITUISCONO AL FIUME CIÒ CHE I FIUMI STESSI O IL MARE PRENDONO:

(Il Bangladesh non è solo affacciato sul Golfo del Bengala . È soprattutto un paese di fiumi. Il Gange, il Brahmaputra, il Meghna: un intreccio immenso di corsi d’acqua che attraversano la terra, la nutrono, la inondano. La vita e la morte, in Bangladesh, scorrono lungo i fiumi. Molti dei corpi che i pescatori recuperano provengono dal mare, o sono corpi trascinati dalle piene dei fiumi stessi quando si ingrossano )

Nel Golfo del Bengala, ogni anno, migliaia di uomini muoiono durante le tempeste in mare o per le inondazioni dei fiumi. I loro corpi riaffiorano giorni dopo. Nessuno li recupera. Nessuno li cerca. Nessuno li piange se non loro: un gruppo informale di volontari, poverissimi, analfabeti, che pattugliano le coste con barche malandate

Non ricevono stipendi. Non cercano riconoscimenti. Quando un corpo è troppo gonfio d’acqua per essere identificato, non lo scaricano in una fossa comune: gli costruiscono una piccola bara, gli danno un nome, lo seppelliscono con cura. Recitano preghiere che nessun catechismo ha insegnato loro. Dicono che il vento le sussurra quando nessuno ascolta

Yeshua lava i piedi ai morti annegati ed e’ accanto ai pescatori. Senza tunica, senza altari, senza telecamere

L’ESERCITO DEI BAMBINI CHE CAMMINÒ 1000 KM PER SCONFIGGERE LA GUERRA E CI RIUSCÌ

E Yeshua cammina anche con un esercito di ventimila bambini, attraverso mille chilometri di savana e deserto, in Sudan. Sono i Lost Boys, i bambini scappati dalla guerra civile. Molti moriranno. Ma in mezzo a loro cammina un ragazzino di dodici anni, Nyok, che non parla quasi mai Eppure quando lui passa, i bambini smettono di piangere. Sceglie ogni giorno un compagno che sta morendo, e gli cammina accanto. Non per salvarlo. Solo perché sappia che non è solo. Alcuni muoiono lo stesso. Ma prima di chiudere gli occhi, sorridono

…perché Yeshua cammina con loro. Scalzo. Silenzioso. Senza bisogno di dire il proprio nome

I CRISTIANI NASCOSTI DEL GIAPPONE: 250 ANNI SENZA PRETI, SENZA BIBBIA, SENZA CHIESE E LA FIAMMA NON SI È MAI SPENTA

Yeshua camminava anche nelle isole del Giappone, per duecentocinquanta anni, quando il cristianesimo era stato bandito, i missionari uccisi o cacciati, ogni Bibbia distrutta. I Kakure Kirishitan, i “cristiani nascosti” rimasero senza preti, senza testi, senza chiese per sette generazioni

E invece di spegnersi, pregarono in segreto. Trasmisero le parole a memoria, di madre in figlio. Battezzarono di nascosto. Nascosero icone dentro statue buddiste. Inventarono preghiere nuove, sbagliate per la dottrina ma perfette per il cuore

Quando i missionari tornarono , trovarono la fiamma ancora accesa. Non avevano quasi nulla di ortodosso. Avevano tutto ciò che conta

Yeshua non aveva bisogno di preti per restare. Era già lì, nascosto nel respiro di quelle famiglie, nel loro silenzio, nella loro fedeltà senza spettatori

LA COLONIA PERDUTA DI HANSEN: LA DONNA COREANA CHE VISSE 60 ANNI SU UN’ISOLA DI LEBROSI E SORRIDEVA

E ad Hansen, l’isola dei lebbrosi dimenticati di Sorokdo, in Corea del Sud, Yeshua era nel sorriso di una donna che nessuno ricorderà. Kim Hae-ja fu portata lì a tredici anni. Rimase sessant’anni, in una colonia di corpi che si disfacevano, tra persone senza volto e senza dita, abbandonate dal mondo

Lei sorrideva sempre. Coltivava fiori dove non cresceva nulla. Le chiedevano: “Come fai a essere felice?” Lei rispondeva: “Ho smesso di aspettare” 

Non aspettava di guarire. Non aspettava compassione. Non aspettava che qualcuno si accorgesse di lei. Quando smetti di mendicare dalla vita, ogni giorno diventa un dono. E il tuo sorriso diventa medicina per chi ancora non ha capito che si può essere liberi anche su un’isola di lebbrosi !!

Yeshua guariva i lebbrosi. Ma qui non c’era bisogno di un miracolo. Bastava una donna che aveva smesso di implorare la serratura digitale e aveva capito di essere, lei stessa, la chiave e sorrideva a tutti

Non sono storie di sofferenza, queste. Sono storie di Regno. Il Regno che Yeshua diceva essere “già in mezzo a noi”, solo che siamo troppo occupati a guardare in alto per vederlo

Non abbiamo bisogno di miracoli spettacolari. Abbiamo bisogno di occhi nuovi

Yeshua è ancora qui. Non nei troni, non nelle gerarchie, non nei titoli che Paolo gli ha cucito addosso senza averlo mai incontrato

È qui: sulla barca che fa acqua. Accanto al bambino che muore. Nella casa nascosta dove si prega sottovoce da duecento anni. Sul viso deforme di una lebbrosa che sorride perché ha capito tutto

“Dove due o tre sono riuniti…”

Non serve una chiesa. Non serve un sacerdote. Non serve nemmeno nominarlo, Yesua. Lui sa Riconosce la scintilla. Perché la sua scintilla  e la nostra scintilla sono la stessa Monade, la stessa Sorgente Divina

E allora, quando vedi un uomo in stracci che restituisce dignità a un cadavere, tu sai. Quando senti di una donna che ha smesso di aspettare, tu sai. Quando leggi di ventimila bambini che attraversano il deserto e non perdono la speranza, tu sai. Noi adesso sappiamo

Yeshua è ancora qui.  Solo che non indossa una tunica ne’ha un’aureola

 RIFLETTIAMO se vogliamo:

Non chiediamo che il dolore se ne vada.  Chiediamo che ci svegli. Che ci mostri cosa è venuto a dirci. Perché il dolore non è un nemico, e nemmeno una punizione: è un messaggero. Bussa, e se noi gli apriamo, si siede alla nostra  tavola, posa il mantello, e ci rivela il suo vero nome

Il dolore ci dice: guarda. Guarda cosa accade quando smettiamo di opporci. Guarda cosa accade quando smettiamo di implorare la serratura e ricordiamo che eravamo noi la chiave

Il dolore ci dice: ama. Non in astratto. Ama la crepa nel muro, la barca che fa acqua, il volto deforme del lebbroso, il compagno che muore accanto a te. Ama ciò che non si può aggiustare. È lì che il dolore, all’improvviso, si trasforma in qualcos’altro

Esso smette di essere un macigno. Diventa un varco. Non perché la sofferenza sia bella o necessaria, ma perché noi abbiamo smesso di scappare, e nello smettere di scappare abbiamo trovato, in fondo al pozzo, una luce che non abbiamo acceso noi !

Quella luce non ci salva dal dolore: ci salva dal credere che il dolore sia tutto

E allora il dolore si trasmuta. Diventa presenza. Diventa preghiera senza parole. Diventa la mano che non guarisce, ma tiene. La voce che non predica, ma sussurra: non sei solo !

Non siamo mai stati soli . Dovremmo solo risvegliarci per riconoscerlo

 

Miei cari amici

Le storie che avete letto non parlano di eroi. Parlano di persone che hanno smesso di aspettare il miracolo e sono diventate loro stesse il miracolo

Non perché hanno vinto la battaglia contro la sofferenza, ma perché l’hanno guardata dritta negli occhi, e in quegli occhi hanno trovato il volto di Yeshua

E Yeshua non aveva una tunica ne’ un’aureola. Aveva soltanto UN CUORE e due mani, e le usava per lavare i piedi ai suoi amici

Ora quelle mani possono essere anche le nostre !

Yeshua si fa vicino, si fa umile, si fa noi. Siamo tutti parte di questa grande storia, un racconto di amore e di connessione. Risvegliamoci, allora, per riconoscerlo, per abbracciare la presenza divina che permea ogni istante della nostra esistenza. Perché Yeshua è qui, tra di noi, in ogni gesto d’amore, in ogni parola gentile, in ogni storia di chi ha affrontato il dolore e ha trovato la forza di sorridere

GRAZIE YESHUA- GRAZIE ANIME

 

POST SCRIPTUM:

vi racconto questo di noi, del figlio che la vita mi ha donato ed io

Sono ormai 6 anni che seguiamo 4 homless
Tra questi c’e’ STASY un rumeno di 58 anni

A Stasy e’ bruciata la casa (non si conoscono le cause ne’ il movente) lui tra il fuoco e’ riuscito a portare fuori le due figlie ragazzine e alcune cose importanti per la sopravvivenza ma……le ustioni che ha riportato erano cosi’ gravi che gli hanno dovuto poi amputare TUTTE E DUE LE MANI, la pelle del viso rovinata gli occhi bruciate le ciglia e una membrana dell’occhio.
Senza mani non si lavora piu’ e lui ha deciso di vivere in strada chiedendo l’elemosina per mandare poi i soldi alla famiglia. io non so com’e’ capitato proprio a Bologna.
Lo abbiamo conosciuto per strada, sotto un portico ,non ci siamo fermati solo per un’offerta , gli abbiamo parlato accarezzato quei suoi monconi e ascoltato un po’ la sua storia.
Rimaneva a Bologna per tre mesi, dormiva in strada ,mangiava male quello che gli veniva offerto . Era buono non si lamentava mai . E’ buono.
Negli anni gli abbiamo portato anche coperte e vestiti per lui e per le sue figlie….quello che potevamo…
Guardavo i suoi monconi e pregavo di diventare ricca cosi’ gli avrei fatto fare due protesi. L’ho pensato sempre lo volevo con tutto il cuore ed Ema con me. A volte si spostava e noi lo cercavamo .
Mi dispiace tanto perche’ a volte potevo fermarmi a parlargli di piu’ ma non sapevo cos’altro dirgli. Pregavo per lui, lo facevamo insieme.
Erano mesi che non c’era piu’ e ho pensato che forse la sua vita si era sistemata e non aveva piu’ bisogno di venire a mendicare.

Poi oggi camminando in piazza , accanto alla farmacia centrale, Ema lo ha visto e riconosciuto….”mamma c’e’ STASY vieni a salutarlo ma non ti spaventare perche’ e’ ridotto molto male e forse mendica vicino alla farmacia perche’ sa che puo’ succedergli qualche cosa”
Sono andata e mi si e’ straziato il cuore.
La sua casa mezza bruciata non ha resistito alle pioggie torrenziali che ci sono state da lui e l’ultimo pezzo di tetto e’ crollato.
Si e’ salvata una stanza umida, fredda: stanno tutti li e cosi’ e’ tornato per la sopravvivenza…ma lui forse non ce la fara’: la pelle della faccia e’ ancora piu’ rattrappita, le labbra sono scese, un occhio e’ tutto rosso e l’altro si sta chiudendo. Gli abbiamo dato i soldi che avevamo vinto con un “grattino” 40 euro (di piu non potevamo perche’ non c’e’ ancora un vero lavoro) ci ha baciato le mani ci siamo benedetti a vicenda poi siamo andati perche’ non volevamo fargli vedere che piangevamo per lui , per la situazione, per l’ingiustizia, per quell’uomo che avrei voluto con le mani “rifatte” gli aiuti e finalmente una vita migliore.
Ho pensato anche agli altri tre e ho detto che le leggi erano ingiuste.
Oggi non sono riuscita a combinare niente, il mio cuore era troppo triste

Per la cattiveria del mondo non ho risposte. Ho solo un’immagine: un uomo senza mani che benedice due persone con i monconi. Se quello non è Dio che ci prende in giro e ci mostra che siamo noi i veri mutilati… allora non so più niente di niente !!!!!!!!!!!!!!!
STASY che ci benediceva con il suo sorriso “speciale” e’ YESHUA che senza un lamento ma con amore apriva il nostro cuore e non per capire i tanti perche’, ma per averci incontrato nei monconi di un uomo che benedice e sorride.
non ho altre parole se non  Grazie! Ti vogliamo bene STASY

 

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