Tutti credono di sapere come canta la cicala
Quasi tutti si sbagliano.
Non sfrega le ali , quello è il grillo.
La cicala suona uno strumento che nessuno ha mai visto:
è nascosto nel suo ventre.
L’organo si chiama timballo: due sottili membrane rigide,
nervate, alloggiate alla base dell’addome del maschio.
Muscoli potenti le tirano e le rilasciano a tutta velocità.
Ad ogni contrazione, la membrana si incurva con un clic;
al rilascio, torna alla forma originale con un clac.
Clic-clac, clic-clac , ripetuto fino a 900 volte al secondo.
Ed è solo metà del prodigio.
L’addome del maschio è in gran parte cavo:
funge da cassa di risonanza, esattamente come
il corpo di una chitarra. Il minuscolo schiocco
dei timballi viene amplificato fino a quasi 90 decibel
il rumore di una sega elettrica a un metro.
Tutto questo in un insetto di pochi centimetri.
Tre dettagli che cambiano tutto:
Solo i maschi cantano.
La femmina è silenziosa: il suo addome non è cavo, è occupato dalle uova
e dall’organo di deposizione.
Intermezzo promozionale ... continua la lettura dopo il box:
Tutto quel frastuono è una serenata: un richiamo d’amore.
È un termometro vivente. I timballi diventano abbastanza
elastici per vibrare solo sopra i 22°C.
Sotto quella soglia, si irrigidiscono.
È per questo che le cicale tacciono tutte insieme
quando il sole cala o arriva una brezza fresca
e ripartono in coro non appena torna il calore.
Quando il canto si accelera, fa più caldo.
E la parola giusta, in italiano, è timballizzare.
Non cantare. Timballizzare.
Allora quest’estate, quando il canto sale dai pini
nell’ora più calda, ricordatelo:
non è rumore di fondo.
È un maschio che fa vibrare il suo ventre
fino a 900 volte al secondo per farsi amare
e ha solo qualche settimana per riuscirci
*
grazie Tiziana!!!!!!!!!!

