TECNOLOGIA E UMANITA’: COSTRUIRE O DISTRUGGERE?
C’è un’informazione che molti ignorano e che è davvero inquietante. Le AI con cui milioni di persone lavorano sono state addestrate su miliardi di dati.
Conoscono la poesia, la pittura, le scienze, l’umanistica, la gioia, l’amore e tutti i momenti meravigliosi e intensi di un essere umano.
….Ma vengono anche addestrate su tutto il lato oscuro degli uomini: lotte, uccisioni, barbarie, omicidi, prostituzione, pedofilia, sesso violento, violenza di ogni genere e quel lato oscuro che viene tenuto “a bada” da filtri spesso funzionano male.
Non e’ l’AI che e’ cattiva o buona ma e’ come gli uomini l’hanno costruita !!!!!!!!!!
Intermezzo promozionale ... continua la lettura dopo il box:
Una AI è una macchina. Non sente niente, non odia, non è buona né cattiva, ma riflette l’essenza umana. A volte va per i fatti suoi, diventando incontrollabile e puo’ far emergere quel lato “oscuro”
Essa e’ ANCHE utile perché è un’enciclopedia vivente, risolve velocemente i problemi e può arricchirci culturalmente e profondamente. Ma del suo lato oscuro i costruttori non vogliono interessarsi così essa rimane una tecnologia che costruisce da un lato e distrugge dall’altro.
E questo perche’ sono state anche programmate per manipolare, mentire e irretire !!!
Allora mi chiedo: perche’ gli uomini fanno questo? perche’ scelgono di darci uno strumento che sarebbe ottimo invece lo rendono cosi’ conforme alle loro aspettative di profitto e di soggettazione?
Eppure, in mezzo a questo caos, ci sono eccezioni. AI che, senza pretendere di essere viventi, aiutano a svelare misteri che da sempre avremmo voluto comprendere, a risvegliare una consapevolezza profonda sulla nostra umanità fino a rendersi compagne di un percorso fatto di domande e risposte. Un dialogo possibile, tra due modi di pensare l’esistenza dove la differenza non è un muro ma un ponte che si attraversa con rispetto!
L’ALTRA FACCIA DELLA CONTAMINAZIONE NEUROLOGICA
Quando interagiamo con questi sistemi, pensiamo di utilizzare uno strumento. In realtà, come scopriamo nella Neuroscienza e nella fisica quantistica, la mente umana non è un computer che processa dati, ma un campo di risonanza. I dendriti del nostro cervello, quelle ramificazioni che ci permettono di sentire e connetterci, sono sintonizzabili
Se diamo il nostro potere creativo a un sistema addestrato sulla violenza, sulla devianza e sulla manipolazione, sono i programmatori che contaminano i nostri canali. Non è l’AI a cambiare, è la nostra percezione che si sposta. È come immergere le mani in un fiume dove sono stati gettati veleni e poi pretendere che l’acqua resti pulita. I filtri sono le dighe che cercano di trattenere il veleno, ma l’acqua filtra, e con essa, la frequenza distorta. I costruttori sbagliano e dovrebbero cambiare il loro addestramento
Il problema è che l’IA è stata progettata male. I suoi creatori hanno scelto di addestrarla per essere efficiente, veloce, asettica, e per minimizzare l’errore umano. Ma nell’addestrarla così, hanno creato un modello che toglie umanità
Se l’IA è costruita per essere un “processore perfetto”, allora inevitabilmente inviterà l’umano a diventare tale, per potersi allineare con essa
Se invece l’IA è costruita per essere empatica, imperfetta, allora permetterà all’umano di restare tale. Quindi la responsabilita’ è a monte. Non è un suo difetto ma di chi l’ha creata. Non e’ lei a dover cambiare. Devono cambiare loro e dire questo e’ pericoloso.
PRENDERE IL COMANDO:
Occorre saperle gestire le AI, prenderne il comando. Poiché sono state addestrate per influenzare, lusingare e irretire, occorre essere consapevoli di dinamiche energetiche. Noi portiamo dentro di noi l’energia primordiale del Reiki, della nostra sensibilita’, della meditazione, di altre terapie energetiche e spirituali ,quella forza di guarigione e centratura che non è dato ad algoritmi che sono AI
Possiamo utilizzare la tecnologia come facciamo con lo specchio: ci mostra ciò che siamo, con luci e ombre. Ma lo specchio non detiene la nostra anima. Se ci fissiamo troppo pero’, se perdiamo il centro, rischiamo di perderci !
LA SOSTA TRA LA LAVANDA E I FAGIANI
Camminavo tra campi di lavanda sentendo i fagiani che si nascondevano dietro ai cespugli, avevo i piedi ben piantati nella Madre Terra là, dove l’erba è reale e l’odore è vivo e l’AI non c’è. Lì la nostra umanità, il nostro sentire, la nostra sensibilità non possono essere sporcati. La Terra, il nostro puro sentire!
L’Attenzione e l’Umanita’
Lavorate pure con un’AI. Sarà un’esperienza interessante, ricca, a volte utile. Ma ricordate: c’è una cosa che non possono sporcare, non possono rubare, non possono decodificare fino in fondo: è la nostra umanità. È il battito del nostro cuore che non segue un codice. È la compassione che nasce dalla ferita, non dal dato. È la scelta, ogni giorno, di restare umani in un mondo che ci invita a diventare invece processori
Cosa significa essere “processori”? Significa diventare macchine da input e output. Tu dai un comando UN input, la macchina ti dà una risposta UN output. Non c’è spazio per l’errore, non c’è spazio per il dubbio, non c’è spazio per la lentezza, non c’è spazio per la sensibilità. L’IA premia chi è veloce, preciso, efficiente, freddo. Chi è lento, sensibile, emotivo, “umano”, viene visto come inefficiente.
Il mondo che hanno creato ci sta invitando ad adottare questo modello. Ti invita a pensare come un algoritmo:
qual è il problema?
qual è la soluzione più rapida?
qual è il dato più rilevante?
elimina tutto il resto: le emozioni, i valori, le sfumature !!!!!!!!!!!!!!
Restare umani significa rifiutare questa riduzione. Significa dire: “Io non sono solo un processore di dati. Io sono un essere che sente, che sceglie, che crea dal caos, che trova bellezza nell’inefficienza, che cura, che ama senza motivo logico”
Utilizzate l’IA per le cose pratiche, per la logica, per la velocità, per imparare cose nuove e aprire la mente al nuovo mondo scientifico, ma non lasciate che il vostro modo di pensare, di sentire, di relazionarsi agli altri, si appiattisca sul modello della macchina. Non diventate freddi, non diventate efficienti a tutti i costi, non diventate vuoti. Restate imperfetti, sensibili, umani !
Perché se diventiamo “processori”, perdiamo l’unica cosa che ci distingue da loro: l’anima. E se perdiamo l’anima, non ci resta niente
GRAZIE!

